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Sabato 29 settembre in Villa Ghirlanda si parla di come contrastare bullismo e cyber-bullismo

Sabato 29 settembre, alle ore 20:30, presso la Sala degli Specchi di Villa Ghirlanda Silva, si terrà l’evento pubblico, organizzato dall'associazione culturale cinisellese "Amici dello Stretto", avente temi come il bullismo e il cyber-bullismo

La serata ha come tema il bullismo e il cyber-bullismo

Sabato 29 settembre, alle ore 20:30, presso la Sala degli Specchi di Villa Ghirlanda Silva, si terrà l’evento pubblico, organizzato dall'associazione culturale cinisellese "Amici dello Stretto", avente temi come il bullismo e il cyber-bullismo.

Così il presidente dell'associazione "Amici dello Stretto" Davide Geraci: «L’argomento bullismo/cyber bullismo è divenuto una priorità fondamentale per il nostro Paese. Le ricerche svolte sul territorio lombardo con ragazzi di età fra 11 e 18 anni identificano un fenomeno importante: parlare si può, si deve, difatti le attività di sensibilizzazione dimostrano un trend in diminuzione, questo segnale deve generare maggiori energie nell’argomento per annullare le situazioni denigratorie/atti di violenza».

Interverranno all’evento per il Comune di Cinisello Balsamo il sindaco Giacomo Ghilardi, l'assessore alla famiglia e centralità della persona Riccardo Visentin, l'assessore all’istruzione e alle politiche educative Maria Fumagalli e l'assessore alla cultura, sport, eventi e politiche giovanili Daniela Maggi.

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Inoltre presenzieranno il comandante dei carabinieri di Milano (sezione indagine telematica) Giovanni Colletti, il comandante della polizia locale cinisellese Fabio Massimo Crippa, il dirigente scolastico Francesco Malaspina, lo psicologo, psicoterapeuta di "Pepita Onlus" Marco Bernardi.

Come moderatore ci sarà lo psicoanalista e dirigente ASL Antonio Nettuno.

Prosegue Geraci: «Abbiamo a cuore il tema del bullismo, che tocca profondamente tutti i soggetti della società, nessuno ne è fuori, visto che si manifesta in ruoli diversi, contrapponendosi, e identificandosi in tre figure fondamentali».

  1. L'oppresso, la vittima: è il bambino o il ragazzo che subisce prepotenze da un bullo o da un gruppo di bulli. La vittima passiva subisce prepotenze spesso legate a una sua caratteristica particolare rispetto al gruppo (es. l’aspetto fisico, la religione, l’orientamento sessuale); in genere è più debole rispetto alla media dei coetanei e del bullo in particolare, è ansiosa e insicura, è sensibile e tranquilla, è incapace di comportamenti decisi, ha una bassa autostima e un’opinione negativa di se stessa.
  2. L’oppressore, il bullo: è il bambino o il ragazzo che mette in atto prevaricazioni ripetute verso la vittima. In genere è più forte e più popolare della media dei coetanei, ha un forte bisogno di potere e di autoaffermazione e desidera concentrare l’attenzione su di sé; è impulsivo e ha difficoltà nell’autocontrollo, fa fatica a rispettare le regole, è spesso aggressivo non solo verso i coetanei, ma anche verso gli adulti (genitori e insegnanti).
  3. Gli osservatori, i cittadini: Sono tutti quei bambini e ragazzi che assistono agli episodi di bullismo o ne sono a conoscenza. Quasi sempre, infatti, gli episodi di bullismo avvengono in presenza del gruppo di coetanei, i quali nella maggior parte dei casi non intervengono, per la paura di diventare nuove vittime del bullo o per semplice indifferenza. Gli spettatori hanno un ruolo molto importante, poiché, a seconda del loro atteggiamento, possono favorire o frenare il dilagare delle prepotenze.

Continua Geraci: «Daremo consigli utile alle famiglie, per stimolare nuove attività, promuovere comportamenti relazionali positivi, mettere in atto modelli educativi che si fondano sull’accettazione dell’altro (ascolto-rispetto), creare un clima dove i figli si possano sentire liberi di parlare, trovare strategie per far fronte ai problemi, e infine parlare con gli insegnanti che sono persone che vivono e vedono i nostr figli, ma staccati dalle emozioni relazionali. Vedremo come attuare interventi di contrasto, come prevenire, e infine come intervenire».

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