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Cinisello Balsamo in lutto per la scomparsa di Gerardo Bianchi e di Joanna Adelina Garçeau

Doppio lutto a Cinisello Balsamo in questi giorni per la scomparsa di due personaggi molto noti in città. Il primo è Gerardo Bianchi, dirigente delle Acli zona nord Milano ed ex politico locale, la seconda è Joanna Adelina Garçeau, rappresentante UNICEF cinisellese

Jo Garsó in uno dei suoi album da cantante

Doppio lutto a Cinisello Balsamo in questi giorni per la scomparsa di due personaggi molto noti in città. Il primo è Gerardo Bianchi, dirigente delle Acli zona nord Milano, cooperatore ed ex politico locale (fu consigliere comunale), la seconda è Joanna Adelina Garçeau (nome d'arte Jo Garsò), rappresentante UNICEF per Cinisello Balsamo (qui la sua biografia su Wikipedia) e famosa in città per la sua idea della pigotta oltre che per il punto UNICEF in via Garibaldi.

A commentare la scomparsa delle due figure ci hanno pensato alcuni politici di centrosinistra, del presente e del passato. Riportiamo qui due dei più esaustivi ricordi.

In primi il capogruppo in consiglio comunale del PD Andrea Catania che ricorda come «avevo avuto modo di parlare con Gerardo solo poche settimane fa, sempre interessato al bene della sua città, sempre impegnato socialmente per la sua crescita». Ma anche come sia chiaro il ricordo di «Jo Garceau per la bellissima esperienza del negozio Unicef in via Garibaldi o per il progetto di vendita delle pigotte per la raccolta di fondi sempre per Unicef. Una donna dotata di gentilezza e determinazione». Termina Catania: «Cinisello Balsamo perde due grandi cinisellesi».

Un ricordo molto accorato è invece quello che l'ex sindaco cinisellese Daniela Gasparini fa di Jo Garceau, di cui riportiamo per interezza il commiato:

«È morta Jo Garceau una cittadina di Cinisello Balsamo che ha dato prestigio alla nostra città impegnandosi per i bambini del Mondo. Jo era una persona speciale voglio ricordarla a chi l'ha conosciuta ma anche a chi non ha avuto questo piacere. Jo era nata nel 1938 e si chiamava Joanna Adelina Garçeau, era nata in America da padre francese e madre pellerossa della tribù del Cherokee (delle sue origini era molto orgogliosa)».

«Grazie ad una borsa di studio venne in Italia a Roma e iniziò la carriera di cantante e poi anche attrice questo periodo dura circa 7/8 anni e poi abbandona il mondo dello spettacolo. È venuta ad abitare a Cinisello Balsamo dopo il matrimonio con un avvocato. Il nostro sodalizio é iniziato agli inizi degli anni '80, quando ero assessore alla cultura».

«Jo si presentò nel mio ufficio per raccontarmi l'idea della Pigotta, disegnava e dipingeva molto bene e aveva già alcuni bozzetti della campagna informativa, era così straordinariamente affascinante nel parlare con un accento marcatamente americano e così entusiasta del suo progetto che in pochi minuti decidemmo di partire con quella avventura».

«Io le misi a disposizione la Villa Ghirlanda e alcune risorse per la informazione e insieme presentammo l'idea di realizzare una bambola di pezza da vendere per i bambini dei paesi meno fortunati. Jo si impegnò senza risparmiarsi per incontrare scuole, circoli culturali per spiegare il suo progetto e come dovevano essere fatte le bambole, uguali per dimensioni ma ognuno poteva farle come voleva».

«Il giorno in cui chi aveva dato l'adesione doveva portare le bambole in Villa Ghirlanda dove avevamo allestito tanti spazi (l'attuale seminterrato dove viene oggi ospitato l'archivio storico del Comune) io e lei eravamo lì in attesa di capire il successo dell'iniziativa, ma nessuno arrivava. Eravamo disperate e incredule!».

«Scoprimmo dopo un po' che le bambole non venivano consegnate perché per errore era rimasto chiuso il portone di ingresso al luogo della mostra, aprendola trovammo in fila decine di persone con scatoloni pieni di bambole. Fu un grandissimo successo e l'inizio di uno dei progetti più caratterizzanti per la raccolta fondi per UNICEF».

«Nei successivi 18 anni sono stati raccolti 27 milioni di euro attraverso la vendita delle Pigotte. Jo ha realizzato a Cinisello Balsamo per Unicef Italia tante altre iniziative: dal "Bambino questo sconosciuto" un progetto che coinvolgeva i pediatra per prevenire abusi, malattie, dei bambini; il Punto UNICEF in Via Garibaldi dove per anni ha continuato ad impegnarsi per le campagne a favore dei bambini meno fortunati».

«Cara Jo grazie, sei la dimostrazione di cosa può fare una persona che vuole dare il suo contributo per la giustizia sociale, per garantire ai bambini pari diritti e per dare loro l'opportunità di una vita migliore».

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