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Il PD si astiene nel voto sulla M5: «Arroganza e incompetenza costano 13 milioni ai cinisellesi»

Nella serata di giovedì 12 settembre il consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha votato il riparto dei costi relativi al prolungamento della metropolitana lilla sino a Monza. Il PD e la lista civica "Cinisello Balsamo Civica" hanno deciso di astenersi. Ecco le motivazioni

Il flashmob organizzato dal centrosinistra poco prima della seduta

Nella serata di giovedì 12 settembre il consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha votato l’ultimo dei tanti atti sul prolungamento della metropolitana lilla sino a Monza: il riparto dei costi tra Regione e Comuni di Milano, Monza, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

La votazione è passata quindi l'iter alla realizzazione della M5 proseguirà senza intoppi, ma il Partito Democratico e la lista civica "Cinisello Balsamo Civica" hanno deciso di astenersi.

Così i due partiti (più "La Città Giusta" e il Partito Socialista che non hanno rappresentazione nel parlamentino locale) dichiarano in un comunicato rilasciato in nottata: «Una delibera arrivata in grave ritardo, dopo che tutti gli altri enti coinvolti si erano già espressi prima della pausa estiva».

«I gruppi consiliari del Partito Democratico e di Cinisello Balsamo Civica, in sintonia anche con le forze del centrosinistra non presenti in consiglio comunale (Città Giusta e Partito Socialista) hanno deciso di astenersi su quest’atto perché, fuor di dubbio il sostegno all’opera, la proposta presentata comporta un aggravio ingiustificato di costi a carico del Comune (13 milioni) con l’onere di aprire un mutuo nel 2022, a condizioni oggi incerte, che limiterà fortemente la nostra capacità di spesa e investimento futura».

«In aula il sindaco ha fatto un discorso ecumenico (per poi restare in silenzio rispetto alle critiche della minoranza), ma nell’ultimo anno su questo tema ha sempre negato ogni collaborazione istituzionale, senza neanche rispondere alla lettera dell’ex sindaco Trezzi che nel 2018 aveva proposto un patto bipartisan per la M5».

Il consigliere comunale Marco Tarantola ricorda: «La comunità di Cinisello Balsamo, al contrario degli altri comuni coinvolti, si fa già carico di milioni di euro in infrastrutture asservite alla metropolitana lilla, ad esempio il corridoio d’interscambio M1-M5, il manufatto di scavalco della M1, la predisposizione per la galleria sotto via Biagi, il parcheggio d’interscambio da 23 milioni di euro, l’aumento del numero degli stalli per autobus nell’HUB».

E continua: «Avevamo già chiesto in passato di inserire ed esplicitare la richiesta che nella ripartizione dei costi si tenesse conto di queste opere ma ci è sempre stato risposto, con arroganza, che non serviva. Ora vediamo i risultati».

Il comunicato prosegue: «Nell’ultimo anno, le forze del centrosinistra hanno infatti più volte sottolineato il rischio che il Comune di Cinisello Balsamo si trovasse a sostenere oneri non dovuti. Già alla fine di novembre 2018, quando in Villa Reale a Monza l’amministrazione aveva siglato il protocollo di intesa con gli altri enti coinvolti, avevamo criticato la decisione di non esplicitare nel documento l’elenco delle opere su cui già il nostro Comune stava contribuendo, ricevendo come risposta dal sindaco che stavamo “prendendo un granchio” e che non serviva aggiungere altro perché nel documento c’era già».

Da qui si passa al giugno 2019: «Partito Democratico e Cinisello Balsamo Civica avevano provato a far inserire all’interno della delibera del progetto di fattibilità la richiesta che al tavolo di trattativa il sindaco tenesse conto di queste opere, ma la maggioranza ancora una volta aveva votato contro (e nonostante ciò, il centrosinistra si era espresso favorevolmente perché al centro della discussione c’era il sì all’opera e non il tema dei costi)».

Poi c'è la questione relativa al mutuo: «Al ciò si aggiungono le modalità di gestione del futuro mutuo. La giunta ne ha rimandato al 2022 l’apertura nonostante, anche a detta del dirigente, avremmo potuto accenderlo già nel 2020 con i tassi di interesse al minimo. Una scelta spiegabile forse solo con la volontà politica di rimandare gli oneri finanziari a chi governerà in futuro, tenendosi mano libera oggi per spendere di più».

I due capigruppo Andrea Catania (PD) e Gianfranca Duca (Cinisello Balsamo Civica) concludono: «Emerge chiaramente come il tutto sia stato gestito con arroganza e incompetenza. Abbiamo sempre votato a favore del prolungamento della M5, compresa la variante del percorso proposta a giugno ma stavolta non potevamo dare il nostro sostegno a questa delibera e ci siamo astenuti».

E terminano: «Questo è un nostro progetto che la giunta Ghilardi si è trovata su un piatto d’argento. Dovevano semplicemente gestire la ripartizione dei costi, ma proponendo che il nostro Comune si faccia carico di 13 milioni di euro dimostrano la loro incapacità politica e a pagarne le conseguenze sarà Cinisello Balsamo che in futuro avrà bilancio e fondi bloccati».

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