Cinisello BalsamoToday

Occupanti dell'ex asilo: «Qui per non restare in mezzo a una strada»

Da tre giorni 8 bambini e 17 adulti sfrattati da Uniabita hanno occupato l'ex asilo Pegaso di via Leonardo da Vinci a Cinisello: «Il sindaco ci critica, ma non vuole ricevere critiche. Altro che dialogo»

La catena che chiude l'ex asilo occupato (foto NordMilano24)

Senza luce (da lunedì) e senza gas da sabato, gli occupanti dell’ex asilo Pegaso di via Leonardo da Vinci a Cinisello Balsamo restano all’interno dello stabile e rispondono alle parole del sindaco Siria Trezzi punto su punto.

Da tre giorni 8 bambini e 17 adulti sfrattati da Uniabita hanno occupato l’edificio in questione e ogni mattina alle 6:30 hanno deciso di organizzare una colazione collettiva: l’obiettivo è avvicinare quanta più gente possibile allo stabile occupato per cercare di evitare uno sgombero che appare molto vicino.

Giovedì sera (4 dicembre) si terrà alle 21:00 un'assemblea aperta nella quale si traccerà la strategia per il futuro, ma resta da capire se non ci sarà prima uno sgombero.

Così gli inquilini dell’asilo occupato, nelle loro risposte al sindaco Trezzi: «Il sindaco ci accusa, oltre di aver commesso una occupazione abusiva, atto di cui siamo consci e che rivendichiamo come dettato dalla necessita’ di avere un tetto sopra la testa, e di aver commesso interruzione di pubblico servizio: è vero, ci e’ stato fin da subito fatto notare questo aspetto, di cui prima dell’occupazione non eravamo al corrente. Peccato che lo si sia “usato” per screditare l’occupazione, senza voler discutere veramente delle difficolta’ di continuare ad usare la struttura una volta occupata. Non abbiamo nessuna intenzione di interrompere dei servizi del Comune dedicati a delle fasce deboli. Lo stabile e’ molto grande e la nostra disponibilita’ massima. Peraltro aver staccato corrente elettrica e gas a delle famiglie che si trovano abusivamente in quello stabile solo per necessità non pare il modo migliore di “instaurare un dialogo” sull’uso dello spazio».

Altro punto in questione: «Il sindaco ci informa della volontà dell’amministrazione di trasformare l’edificio in centro diurno psichiatrico. Di nuovo, e qui veniamo alla “guerra tra poveri” che il sindaco evoca nel concludere la sua nota, non c’e’ nessuna volonta’ da parte nostra di “rubare” le strutture a dei servizi sociali che crediamo importantissimi. Con l’occupazione di questa struttura vogliamo evidenziare nuovamente la mancanza sul territorio di una struttura di accoglienza di emergenza, da cittadini di Cinisello Balsamo chiediamo quindi che il Sindaco indichi una alternativa (il Residence Brodolini?)». 

E proseguono: «Non vogliamo risolvere il problema del diritto alla casa di queste famiglie a discapito di altri. Vogliamo che si riconosca il carattere profondo della crisi abitativa a Cinisello Balsamo, e che si cerchino delle soluzioni altrettanto estese e praticabili, aprendo il dibattito in città a tutte le forze sociali».

Altra questione: «L’Unione Inquilini e’ solo una parte dell’assemblea di cittadini che ha occupato questo stabile, formata da famiglie in difficoltà, di varie nazionalità, e di singoli individui solidali con la loro situazione. L’indisponibilita’ del Comune a trovare una soluzione per queste situazioni di emergenza ha portato alla necessità estrema di occupare questo stabile solo parzialmente utilizzato, per non rimanere in mezzo alla strada».

E chiudono: «Il sindaco ribadisce la validita’ dei servizi sociali del comune e quanto fatto sul fronte casa (nonché la sua indisponibilità a ricevere critiche, uno degli ostacoli principali all’apertura di un vero dialogo sull’abitare). Nessuno dice che Cinisello Balsamo non abbia servizi sociali o una politica della casa migliore di molti altri comuni limitrofi. Ci interessa pero’ che si prenda atto dell’insufficienza degli strumenti messi in campo e dei fondi assegnati, complici i tagli dall’alto e che la situazione di emergenza sociale che si e’ venuta a creare negli ultimi mesi deve essere affrontata con soluzioni ulteriori a quelle già messe in campo che, pur positive, avranno degli effetti lontani nel tempo».

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