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Rincaro tariffe mezzi pubblici, «Hinterland cornuto e mazziato»

L'assessore De Nicola interviene sul possibile rialzo dei costi dei biglietti che coinvolge anche i cinisellesi che si recano a Milano a lavorare

L'assessore a Viabilità e Trasporti Giovanni De Nicola

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare dei possibili (o probabili?) ritocchi al rialzo sulle tariffe dei trasporti pubblici milanesi. La problematica riguarda non solo Milano città, ma coinvolge tutto l'hinterland, Cinisello Balsamo compreso.

Il rincaro è stato ventilato da Palazzo Marino, la Provincia di Milano promette di evitare rincari sulle linee extraurbane, ma non si escludono aumenti per le tratte, gestite da Atm, che hanno capolinea Milano.

L'assessore provinciale alla Viabilità e ai Trasporti Giovanni De Nicola commenta: «L’ipotesi che Palazzo Marino riveda le tariffe del trasporto pubblico è preoccupante e vedrebbe penalizzati anche i pendolari che si spostano nella cintura milanese. Chi utilizza i nostri mezzi non sarà toccato minimamente dai rincari ma gli aumenti nel Comune capoluogo avrebbero un impatto devastante anche sul territorio della Provincia».

Continua De Nicola: «Sia per quanto riguarda i tram che i metrò, infatti, il costo del biglietto è determinato solo ed esclusivamente dal Comune capoluogo malgrado siano corse che partono da Comuni lontani. Gli aumenti quindi peserebbero anche sui pendolari dell’hinterland con l’aggravante che chi sta fuori non ha neanche un servizio efficiente come chi sta in centro. Tanto per cambiare cornuti e mazziati».

Termina De Nicola: «Milano non investe un euro fuori dal Comune, aumenta i costi del biglietto anche per i non milanesi e dà un servizio fuori città che non è della stessa qualità. Sappiamo che ha difficoltà oggettive di bilancio come tutti gli enti pubblici ma già oggi assistiamo a un paradosso: un cittadino che da Assago raggiunge Famagosta spende molto di più di chi attraversa tutta la città. Poi la situazione sembra sempre più schizofrenica - aggiunge l’assessore provinciale -: da un lato si mette l’area C e dall’altro si aumenta il costo del mezzo pubblico rendendo quasi competitivo l’uso dell’auto. E a pagare sono sempre i cittadini dell’hinterland».

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