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Ruffa: "Chiedo scusa, non sono un orco ignobile e crudele, le mie verità sui post di Fb"

Così si difende l'assessore cinisellese Ivano Ruffa finito nella bufera per alcuni post su Facebook relativi allo stupro di una anziana nei pressi del parco Nord: "Ho sicuramente commesso qualche leggerezza. Quelle parole erano sbagliate, scritte di getto, fuori luogo"

L'assessore Ivano Ruffa

L'assessore cinisellese del Pd Ivano Ruffa è finito nella bufera per alcuni suoi post su Facebook relativi allo stupro di una donna di 81 anni nei pressi del Parco Nord e ora, con una lunga arringa di difesa, spiega precisamente il suo pensiero che qui riportiamo interamente.

"Ho lasciato passare un po' di tempo con il solo obiettivo di stemperare la polemica e ora provo a ricostruire la dinamica di quanto successo in questi ultimi giorni. Sono state riportate sui quotidiani alcune informazioni relative a una discussione avvenuta su Facebook nella giornata di giovedi scorso (31 agosto 2017) in seguito a una orrenda notizia di cronaca".

"Le informazioni riportate richiamano la segnalazione di alcune mie dichiarazioni sbagliate e inopportune. Preciso da subito che effettivamente quelle parole, se lette cosi come mostrato sui giornali e sui social, mi presentano come un essere ignobile e crudele, quale credo di non essere, ma non è questo il punto".

"Ho sicuramente commesso qualche leggerezza. Quelle parole erano sbagliate, scritte di getto, fuori luogo e comunque scritte male. Il senso voleva essere un altro ma ammetto, come ho già fatto, che è stata un'uscita infelice e che può dare adito a fraintendimenti e per questo mi sono già scusato, ma lo faccio nuovamente. Perché solo gli stupidi non riconoscono i propri errori. E io come tanti o forse più di tanti, ne posso commettere e sicuramente ne commetto. Nella vita si sbaglia e si impara anche dagli errori. E' sempre cosi".

"Ora però proviamo anche a ricostruire i fatti come realmente avvenuti perché forse la realtà delle cose potrebbe dare una visione diversa dell'orco assessore Ruffa che è stata fin qui descritta. Alle 12.45 viene pubblicato il post che ha generato tutta la discussione. I contenuti del commento del post sono chiari e nel primo pomeriggio, appena visto il post, decido di rispondere".

"Il mio obiettivo era ed è sempre stato quello di contrastare la visione del parco Nord che veniva presentata. Parco che era descritto come luogo degradato, pericoloso e con cattive frequentazioni. Ho difeso un'idea di parco diversa. Quella in cui credo, il parco delle famiglie, dei ragazzi, di chi ci cammina e ci passeggia, dei fotografi, dei runners. Tutte persone che, vivendolo, rendono frequentato e bello il parco Nord".

"Inizialmente, quando ancora non ero a conoscenza dell'accertamento dell'avvenuta violenza sulla povera signora, ho dubitato della veridicità della notizia. Ho chiesto di essere prudenti e di attendere la verifica delle indagini. L'ho detto chiaramente in alcuni post. Ho commesso, come già detto, anche l'errore di scrivere delle parole sbagliate. Le parole sbagliate risalgono alle 14.12 e successivamente, immediatamente, nel proseguo della discussione sono state subito spiegate. Non ho mai offeso o deriso la povera vittima della violenza. Mi sono permesso, sbagliando, di insinuare un dubbio sulla veridicità poiché forse siamo più abituati a sentire dai fatti di cronaca di anziani che subiscono furti, scippi o truffe. Le violenze spesso sono associate ad età diverse".

"Ma con questo non voglio giustificare il mio errore, per il quale chiedo nuovamente scusa. Ho espresso da subito comunque ferma condanna alla violenza (ore 15.03). Questa è sempre stata la mia posizione. Ho sempre lottato contro le violenze di genere. Le donne vanno rispettate e amate. Certi atti sono ignobili e vergognosi e sempre da condannare".

"Ho difeso il Parco Nord e i suoi 40 anni di storia. Ho difeso l'impegno e la lungimiranza di coloro che molti anni fa hanno avuto la splendida visione di creare questo polmone verde in un'area cosi densamente urbanizzata e industrializzata. Esprimo, e qui mi ripeto nuovamente, piena solidarietà, vicinanza e sostegno alla povera signora vittima del brutale abuso. Ci tengo a scusarmi con la signora, con tutte le donne e con tutti i cittadini che si sono sentiti feriti da delle frasi sbagliate e mal interpretate che non volevano esprimere assolutamente la mia posizione".

"Spero che questo post possa essere considerato a conclusione di una incresciosa vicenda. Non risponderò a ulteriori provocazioni e/o discussioni su questo tema. Spero che i commenti, se ci saranno, siano più educati e responsabili di quelli che ho visto in pubblico e ricevuto in privato in questi giorni".

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