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Per il "dopo Chittò" alla Città Metropolitana si fa sempre più forte il nome di Siria Trezzi

E' il sindaco di Cinisello Balsamo il nome forte per la successione di Monica Chittò (sindaco di Sesto San Giovanni) alle prossime elezioni del 9 ottobre per il rinnovo del consiglio metropolitano di Milano

Siria Trezzi, sindaco di Cinisello Balsamo

C'è un nome forte per la successione di Monica Chittò (sindaco di Sesto San Giovanni) alle prossime elezioni del 9 ottobre per il rinnovo del consiglio metropolitano di Milano.

Stiamo parlando di Siria Trezzi, sindaco di Cinisello Balsamo, che pare essere stata scelta dal Partito Democratico per dare manforte al sindaco metropolitano Giuseppe Sala.

L'indiscrezione trapelata nei giorni scorsi ora ha la conferma ufficiale da parte della diretta protagonista che, in un'intervista rilasciata a Il Giorno, spiega: «Ha prevalso la logica del rinnovamento. Monica ha accettato di non ricandidarsi e io mi sono resa disponibile».

In questa particolare votazione, saranno i consiglieri comunali di tutti i Comuni della Città Metropolitana che sceglieranno gli "assessori metropolitani" che supporteranno il sindaco metropolitano Sala nelle politiche dell'ex Provincia (ora Metropoli).

Per Trezzi quindi potrebbe aprirsi uno scenario "del fare" perché la reggenza Chittò non ha dato una grossa impronta, con la Città Metropolitana che era ancora agli albori della sua nascita. In questi anni invece si dovrebbe entrare nel vivo per un'ente che, nella mente di chi l'ha creato, deve pensare al bene comune di tutta l'area di Milano e dintorni.

E' proprio Siria Trezzi a delineare i temi più importanti che coinvolgono da vicino anche la sua Cinisello: «Penso al prolungamento della Metropolitana 5, alla chiusura dei cantieri della Metropolitana 1, all'arrivo del tram a Bresso e Cusano, alla Strada Provinciale 5, alla Strada Statale 36 e alla Rho-Monza».

Poi anche due parole all'emergenza profughi: «Sarà mio compito occuparmi di tutto il territorio, anche in merito alla questione dell'accoglienza ai profughi. Come già anticipato, non è tra i compiti di Città Metropolitana occuparsi della gestione dei campi e dell'accoglienza».

E chiude: «Certo quanto detto da Sala e condiviso da Anci trova favorevole anche me: bisogna pensare a un'accoglienza diffusa (su questo è polemica aperta con la Lega Nord cittadina, ndr), non è possibile, pensando anche a Bresso, che ci siano città che si debbano fare carico da sole di tutto».

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