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Trezzi: «Abusivismo è un reato senza alcuna giustificazione»

Dopo lo sgombero di tre famiglie, un altro gruppo di inquilini abusivi è andato a protestare in municipio ottenendo un colloquio con il sindaco Siria Trezzi e un rappresentante dell'Aler. Ecco le parole del sindaco

Il sindaco di Cinisello Siria Trezzi

Come vi abbiamo riportato nella giornata di lunedì 18 novembre, sono tre le famiglie residenti nelle case Aler di via Alberto da Giussano e via Giolitti che sono state sgomberate dagli alloggi che occupavano abusivamente.

L’operazione, eseguita secondo un percorso concordato con le forze dell’ordine, è stata piuttosto importante e impegnativa a causa delle accese proteste e ha richiesto un cospicuo dispendio di forze sia di polizia locale che di polizia di stato e carabinieri. Al momento uno dei tre nuclei familiari è stato albergato. 

A seguito di questa azione, un altro gruppo di inquilini abusivi, che teme la stessa sorte, è andata a protestare in municipio, reclamando un colloquio con il sindaco Siria Trezzi che, affiancata da un rappresentante dell’Aler, li ha incontrati alla presenza delle forze dell’ordine, ricordando loro che le occupazioni abusive non possono essere sanate.

Così il sindaco Trezzi dopo l'incontro: «Le persone che sono venute hanno avuto un atteggiamento arrogante e aggressivo. Questo atteggiamento però non porta a nessuna soluzione. Chi infatti occupa abusivamente una casa non ha poi la possibilità di rientrare nelle graduatorie di assegnazione».

Ancora Trezzi: «Il Comune ha condiviso con Aler un percorso di riqualificazione, in particolare puntando anche sul ripristino delle regole e della legalità. In questo quadro si inseriscono, dunque, le azioni di sgombero delle famiglie che da tempo occupano abusivamente alcuni alloggi».

Incalza il sindaco: «L’abusivismo è un reato penale e non può essere sanato pensando che l’alloggio sia un diritto automaticamente acquisito. C’è sempre stata da parte del Comune grande attenzione e sensibilità alle situazioni difficili, ma non si può pensare di prescindere dalle regole».

Termina Trezzi: «Oltretutto chi non rispetta la norma mette in una situazione di disagio e tensione anche le altre famiglie che regolarmente abitano negli alloggi».

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