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Zonca di "Cittadini Insieme" critica duramente il progetto di Kipar su piazza Gramsci

Dopo la presentazione finale del progetto di restyling di piazza Gramsci, andata in scena in Villa Ghirlanda Silva mercoledì 25 ottobre, arriva la dura reazione da parte del consigliere comunale della lista civica "Cittadini Insieme" Enrico Zonca

Un momento della serata di presentazione da parte dell'architetto Kipar

Dopo la presentazione finale del progetto di restyling di piazza Gramsci, andata in scena in Villa Ghirlanda Silva mercoledì 25 ottobre, arriva la dura reazione da parte del consigliere comunale della lista civica "Cittadini Insieme" Enrico Zonca.

Così Zonca: «Per piazza Gramsci, i problemi attuali sono il caos soprattutto serale e notturno,l'eccessivo calore d'estate, il degrado dei materiali della pavimentazione, l'illuminazione inadeguata, la mancanza di controllo con telecamere o attraverso le forze dell'ordine. Quindi una riqualificazione seria deve partire dalla soluzione a questi problemi, poi si dovrebbe pensare all'aspetto estetico».

Poi scende nel dettaglio del progetto: «Sul concept presentato (diverso da una prima ipotesi di 20 giorni fa): con tutti i pregi per le idee di Kipar, ma chi vive quel luogo sa che occorre riqualificare una piazza, non creare un boschetto, perché verrebbe meno il concetto di piazza, un luogo al centro della vita cittadina. Rischiamo di creare un non-luogo e replicare un minibosco che si trascinerebbe una serie di altri problemi legati all'inciviltà, ai costi di manutenzione (stimati intorno ai 100-150mila euro annui, oltre al milione per l'opera di riqualificazione)».

Un restyling che potrebbe portare altri problemi: «Qualcuno si è già lanciato nel definire questa idea come "il bosco della birra", senza contare che con la crescita delle piante, si presenterebbero altri problemi legati all'illuminazione, tema sul quale nulla è stato detto. Gli argomenti addotti per questa scelta (cambiamenti climatici, percorsi pedonali tortuosi su selciato permeabile, ecc.) sono solo delle ipotesi del tutto discutibili, per non parlare della separazione (non ben chiara) tra il sagrato, ormai inesistente e trasformato in una pista per skateboard o partitelle di calcio, e la parte "laica" dello spazio».

Chiude su piazza Gramsci: «Infine, l'idea di una fontana così come rappresentata dal rendering non funzionerebbe. Occorre ripensare a quell'elemento con qualcosa che abbia anche un significato distintivo, un'opera riconoscibile. Per finire, l'idea di associare Gramsci alle vittime delle foibe è quantomeno azzardato, se non una contraddizione. Installare sulla pavimentazione delle frasi di Gramsci fa pensare a una sorta di "Hall of Fame" di finto stampo hollywoodiano che sa di provincialismo ideologico».

Ne ha anche per piazza Italia: «Per i giardini di Piazza Italia e dintorni, l'illusione che chi oggi percorre in linea retta il marciapiede, domani farà un percorso tortuoso perché è stato realizzato un sentiero in mezzo al verde è una pia illusione».

Alla fine termina: «Quindi ribadisco che per piazza Gramsci bisognerebbe pensare ai parcheggi sotterranei prima di fare un boschetto e che sarà un "cerotto" inutile rispetto ai veri problemi del centro cittadino. Questi soldi, derivanti (ricordiamolo sempre) da un incremento volumetrico del mega centro commerciale, devono essere utilizzati per la riqualificazione di altre zone della città, sulle quali c'è una priorità assoluta rispetto al centro cittadino, pena uno squilibro clamoroso tra il centro e l'esterno di Cinisello Balsamo».

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